Come curare, affrontare e guarire dagli attacchi di panico

COME CURARE, AFFRONTARE E GUARIRE DAGLI ATTACCHI DI PANICO

Cura e trattamento degli attacchi di panico

I farmaci più comunemente prescritti per il trattamento di attacchi di panico sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e le benzodiazepine. Tuttavia, alcuni farmaci che vengono prescritti per combattere gli attacchi di panico generano una dipendenza (come le benzodiazepine) e altri effetti collaterali indesiderati. Se non siete a favore dell’assunzione di farmaci o dei rimedi naturali, è necessario capire che è possibile trattare gli attacchi di panico solo se si utilizzano le seguenti strategie: la terapia non farmacologica, le tecniche cognitivo-comportamentali, le tecniche di rilassamento, i rimedi erboristici e uno stile di vita sano.

Metodo 1: trattamento non farmacologico per gli attacchi di panico
A volte gli attacchi di panico sono il risultato di una condizione medica. Pertanto, è essenziale essere valutati da uno specialista per escludere le condizioni che potrebbero contribuire o aggravare i sintomi di panico.
Fase 1: rivolgersi al proprio medico e, se necessario, dovrà richiedere degli esami specifici per escludere le cause mediche degli attacchi di panico.
Fase 2: Se gli attacchi di panico disturbare la vita di tutti i giorni e i rapporti personali sono influenzati negativamente, potrebbe essere utile una terapia o una consulenza da uno specialista. In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale è utile per il trattamento degli attacchi di panico, cercando di cambiare i pensieri sugli attacchi di panico, al fine di cambiare i propri sentimenti (come l’ansia e la paura) e comportamenti.
Fase 3: Sostegno sociale. Parlare con altre persone che soffrono di attacchi di panico vi aiuterà a controllare la propria condizione e permetterà di accedere a risorse utili per gestire gli attacchi di panico. I membri di questi gruppi condividono i loro risultati e le strategie per affrontare e gestire la paura. Inoltre, potrebbe essere d’aiuto parlare con i professionisti degli attacchi di panico e partecipare ad un terapia di gruppo per avere più sostegno.
Informate anche la vostra famiglia e gli amici del disturbo di panico, vi aiuteranno a capire cosa vi sta accadendo e a mantenere la calma.

Metodo 2: Uso di tecniche cognitive-comportamentali di aiuto-aiuto
Fase 1: Accetta gli attacchi di panico. Le persone che soffrono di attacchi di panico tendono a non accettare le proprie emozioni e a cercare di evitarli.
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si basa su come affrontare gli attacchi di panico, cambiando il vostro pensiero su tali attacchi, al fine di ridurre l’ansia generale e, quindi, di ridurre il rischio di ulteriori attacchi. Di conseguenza, se si accettano gli attacchi, si evitano altri in futuro.
E’ consigliabile, infatti, affrontare l’attacco di panico, invece di combatterlo. Anche se questo può sembrare controproducente, in realtà funziona!
Bisogna avere dei pensieri del tipo: “Ho un attacco di panico e io accetto. So che questa è solo una reazione del corpo”.
Fase 2: Non dimenticate che l’attacco di panico è una reazione ad una minaccia percepita, ciò che avverti non ti farà del male, bisogna pensare “Ho un attacco di panico e il mio corpo sta solo reagendo e non morirò, starò bene …”
Fase 3: Mettere a fuoco e osservare la sensazione di ansia o di panico. Una volta che ci si rende conto che non c’è alcun pericolo “reale”, è possibile concentrarsi sull’esperienza del momento. Invece di sentirsi terrorizzati, è consigliabile diventare un osservatore obiettivo, percependo le sensazioni e i sentimenti che ti invadono. Se “guardate” questi sentimenti piuttosto che “lottare”, si riduce il livello di stress e di conflitto mentale.
Nota: Il processo di osservazione è fondamentale perché coinvolge la mente razionale. Di solito, quando si soffre un attacco di panico, la mente emotiva potrebbe guidare fino ad avere dei sintomi continui, mentre la mente razionale è assente. Diventando, però, un osservatore obiettivo, si consente il funzionamento della mente razionale. Infatti, se si pensa in modo razionale, è molto difficile dominare la mente emotiva e, pertanto, i sintomi degli attacchi di panico iniziano a scomparire.
Fase 4: Quando una persona soffre di un attacco di panico, è probabile che ne emergano altri. Ad esempio, il primo attacco potrebbe accadere mentre si guida. L’atto di guidare non è la vera causa, probabilmente è lo stress sviluppato da tempo. Tuttavia, la mente ricorda di avere avuto un attacco di panico mentre si stava guidando e, pertanto, l’atto di guidare potrebbe portare ad avere un altro attacco.
Comprendere i trigger ed essere pronti a trattare con loro. È necessario disporre di un piano per affrontare queste occasioni scatenanti gli attacchi di panico, come ad esempio evitare di circondarsi di persone ansiose e utilizzando meccanismi di respirazione profonda o di rilassamento, ecc.

Metodo 3: le tecniche di rilassamento
Per chi soffre di attacchi di panico o di ansia è molto utile concentrarsi intenzionalmente sul momento presente, invece di preoccuparsi della possibilità che un attacco di panico in futuro potrebbe accadere o pensare agli attacchi di panico. Fase 1: E’ necessario essere in un ambiente rilassante e fare un esercizio di base di piena consapevolezza. Questo esercizio può consistere nel mangiare un piccolo frutto molto lentamente, prestando attenzione al suo aspetto, alla sua consistenza e al suo gusto. Si può praticare un esercizio di consapevolezza ovunque, anche nella stanza in cui vi trovate. Scegliete un oggetto nella stanza e concentrate la vostra attenzione su di esso. Guardatelo e fare delle osservazioni. Come lo vedi? Come è? Di che colore è? Come ti senti? Qual è la sua consistenza? E’ caldo o freddo?
In tal modo, ci si allena a concentrarsi su un elemento tangibile del presente e di viverlo pienamente.
Fase 2: Rilassare i muscoli. La tecnica di rilassamento muscolare progressivo permette di imparare a controllare volontariamente il rilassamento dei muscoli di tutto il corpo. Questo esercizio è molto utile durante i periodi di intensa ansia o di stress, riducendo il rischio di subire un attacco di panico.
Fase 3: Andare in un luogo sicuro e confortevole e, preferibilmente, essere con gli occhi chiusi. In primo luogo, tendere i piedi e le dita per 5 secondi e poi rilasciare per altri 10 o 15 secondi, successivamente tendere i muscoli del polpaccio per 5 secondi e rilasciare. Continuare a muovere tutto il corpo, tendendo e rilasciando ogni gruppo muscolare.
Fase 4: Fare un respiro profondo e gli esercizi di rilassamento sono molto utili per ridurre l’ansia legata agli attacchi di panico e contribuiscono a diminuire la pressione.
Se non hai mai eseguito la respirazione profonda, provare questo semplice esercizio. In primo luogo, andare in un ambiente tranquillo e rilassante. Poi concentrarsi sulla respirazione e inspirare profondamente attraverso il naso ed espirare attraverso la bocca. Prova a espirare lentamente e rilascia tutta l’aria. Provate a praticare la tecnica di respirazione profonda soffiando una grande bolla con una bacchetta e una bottiglia per fare le bolle, controllando e stabilizzando il respiro.
Fase 5: Utilizzare le tecniche di spostamento dell’attenzione. Questi sono utili quando si verifica un’ intensa emozione o una reazione fisiologica, come ad esempio un attacco di panico. Essi consentono di concentrarsi su qualcosa di diverso per affrontare le emozioni o il dolore. Ci sono diversi tipi di esercizi di messa a terra, comprese le tecniche mentali e fisiche.
L’esercizio consiste nel pensare a qualcosa di specifico. Ad esempio, identificare tutti gli animali, contare fino a dieci, fare facce buffe, agitare le gambe o lasciare scorrere l’acqua calda o fredda sulle mani.

Metodo 4: Considerare i rimedi a base di erbe o vitamine.
Prima di provare qualsiasi rimedio a base di erbe, è consigliabile consultare un medico per gli effetti collaterali e se potrebbero esserci interazioni con altri farmaci che si stanno assumendo.
Fase 6: E’ stato dimostrato che il kava polinesiano costituisce un beneficio per le persone con livelli di ansia da lieve a moderata. Anche in questo caso, non dimenticate di consultare il proprio medico prima di prendere qualsiasi integratore o rimedio a base di erbe.
Fase 7: Prendere in considerazione l’inositolo, un integratore di carboidrati in polvere, non dimenticando di consultare un medico prima di farne uso.

Metodo 5: Prendere il controllo della propria salute fisica
Fase 1: Impegnarsi a seguire un regime di esercizio fisico.
E’stato dimostrato, infatti, che l’esercizio fisico (soprattutto cardiovascolare) diminuisce gli attacchi di panico e di ansia. L’esercizio potrebbe rappresentare la valvola di sfogo, utile per rilasciare la tensione fisica che a sua volta permette di rilasciare le emozioni.
Si possono provare molte forme di esercizi. Alcuni sono: escursioni a piedi, jogging, nuoto, danza aerobica (come zumba), pilates, mountain bike, kayak, canottaggio, pattinaggio, calcio e basket.
E’ stato dimostrato, inoltre, che lo yoga riduce l’ansia e l’attività del sistema nervoso simpatico delle persone che soffrono di attacchi di panico.
Fase 2: Regolare il ciclo del sonno.
Le persone che soffrono di attacchi di panico spesso hanno difficoltà a dormire. L’ansia potrebbe portare ad avere difficoltà di addormentarsi e di svegliarsi più volte durante la notte.
È necessario, infatti, avere un ciclo regolare di sonno e di veglia, impostando un momento in cui coricarsi e la sveglia per svegliarsi al mattino. La maggior parte degli adulti hanno bisogno di dormire almeno 8 ore a notte in condizioni ottimali.
Se avete difficoltà ad addormentarsi, provate la respirazione profonda o il rilassamento muscolare progressivo. Se le difficoltà del sonno continuano anche dopo l’utilizzo di queste tecniche, è necessario rivolgersi da uno specialista.
Fase 3: Controllare il consumo di stimolanti.
Stimolanti come la caffeina, la nicotina e la cocaina possono aumentare l’ansia e la comparsa di attacchi di panico. E’ necessario, quindi, limitare o eliminare il consumo di queste sostanze.
Altri tipi di stimolanti sono il metilfenidato, i sali anfetamine, altri farmaci utilizzati per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività e altri disturbi. Si dovrebbe sempre discutere con il proprio medico eventuali problemi legati alla droga per poi diminuire il loro consumo o interrompere l’assunzione di loro.
Gli stimolanti illegali sono: efedrina, l’ecstasy (MDMA) e metanfetamine. Oltre ad essere stimolanti illegali, possono causare gravi effetti collaterali ed essere fatali. Se hai un problema di abuso di sostanze, consultare un professionista.
Fase 4: Ridurre il consumo di alcol.
Quando si soffre di attacchi di panico, l’alcol è una sostanza pericolosa, perché l’ansia si calma e si riduce, apparentemente potrebbe essere un sedativo. Tuttavia, l’alcol è un sollievo temporaneo, piuttosto che una soluzione a lungo termine. Le persone con ansia e attacchi di panico sono più probabilità a sviluppare un disturbo da uso di sostanze (per esempio, l’alcolismo o l’abuso di alcol).
Se si beve di solito alcol ogni giorno, è necessario rivolgersi al medico per la riduzione dei consumi, in quanto la dipendenza grave da alcol può essere seguita da un trattamento di disintossicazione.

Metodo 6: Ulteriori informazioni sugli attacchi di panico
Uno dei sentimenti più terribili che generano gli attacchi di panico è sentirsi fuori controllo. I sintomi di un attacco di panico includono: rapida frequenza cardiaca o palpitazioni, dolore toracico, sudorazione, nausea, vertigini, brividi o vampate di calore, sensazione di formicolio o di intorpidimento, sensazione di non respirare, sensazione di soffocamento, tremore o nervosismo e paura di morire. Spesso, le persone che soffrono di questo tipo di attacchi sono preoccupate e hanno la sensazione di poter morire per un arresto cardiaco.
L’incapacità di controllare gli attacchi li rende più preoccupanti. Quando si verifica il seguente? Dove sarò? Posso superarlo? Tali preoccupazioni possono rendere il prossimo attacco una profezia.
In realtà, 1 a 20 persone soffrono di attacchi di panico. Questo potrebbe anche essere sottostimato, perché molte persone non ricevono una diagnosi adeguata o non cercano il trattamento. Sapendo di non essere da soli a soffrire di attacchi di panico potrebbe essere utile, ma è solo un primo passo per il trattamento.
Gli attacchi di panico nascono come risultato del meccanismo di “lotta o fuga” che guida il corpo. In generale, nel primo attacco di panico una persona sembra che la causa sia qualcosa di stressante.
Il problema è che il subconscio reagisce in modo eccessivo ad una minaccia percepita, attivando il meccanismo di “lotta o fuga” per proteggerci.

Come curare gli attacchi di panico:

La causa degli attacchi di panico, di solito, è uno stato piuttosto problematico.
Il panico è come una forma di ansia ed è una risposta naturale dell’uomo.
La gravità di un attacco di panico è impostato dall’ambiente e dall’umore al momento dell’aggressione, e, naturalmente, dallo stimolo principale che ha causato l’attacco. Il panico e l’isteria possono diventare una difficoltà quando si manifestano senza alcuna ragione apparente a tutti.
Il panico è una reazione umana naturale per una paura o una minaccia. Gli scienziati nel corso degli anni hanno chiamato questo attacco a breve termine in lotta risposta o fuga come risultato della reazione generale della vittima, sia a “combattere la paura (combattimento) o fuori pericolo (volo).
Questo dà ragione di credere che il primo motivo o lo scopo dell’assalto è quello di proteggere noi stessi.
Immaginate per un secondo di essere in piedi nel mezzo di una traccia della linea ferroviaria e si sente un suono di un treno in movimento! La risposta immediata sarebbe quella di guardare in alto e se il treno si dirige verso di voi, la vostra reazione sarebbe di panico.
Questa risposta di lotta o fuga, infatti, è un senso di panico e di nervosismo che può essere una cosa naturale favorevole, in base alle circostanze.
Il panico è inteso a manifestarsi attraverso tre sistemi naturali.
Il primo è il sistema psicologico. Questo è l’effetto numero uno del meccanismo di lotta o fuga. Siamo avvertiti da un pericolo imminente che ci permette di esplorare l’ambiente e di tenere gli occhi della potenziale minaccia aperta (inesistente).
Si tratta di uno stato psicologico che può essere fonte di distrazione e, spesso, si pensa a come questa reazione sia uno stato di agitazione, distraendosi dalle responsabilità quotidiane.
Il secondo sistema è il sistema fisico. Quando il sistema psicologico ha dichiarato che vi è una potenziale minaccia nella zona, la sua corteccia invia una risposta automatica, attraverso il nervoso, a quasi ogni angolo del corpo, nella preparazione del sistema di risposta di lotta o fuga. Questo è la causa che porta agli attacchi di panico.
C’è una reazione immediata degli occhi, del cuore, dei polmoni, del pancreas, di alcune ghiandole e, naturalmente, del cervello. Il sistema cardiaco raggiunge la piena velocità, insieme ai reni e alla vescica. Il metabolismo aumenta e vi è una grande quantità di zuccheri e acidi che vengono rilasciati nel flusso sanguigno.
Questi sono i sintomi, in particolare cardiovascolari, che spesso portano le persone a credere che stanno avendo un ictus, un attacco di cuore, o nel peggiore dei casi, anche la morte. Infatti il peggior sintomo è pensare di morire, ovviamente è solo una reazione alla crisi.
Il terzo sistema è il comportamento del sistema. I suddetti due sistemi sono la base per la risposta di lotta o fuga. Questo risponde al motivo per cui, nella maggior parte dei casi, la sensazione che si ottiene è una sensazione opprimente di aggressività e la necessità di sfuggire dalla situazione.
1. Se si soffre di ansia, di attacchi di panico o di qualche tipo di fobia, è probabile che il seguente sembri troppo familiare:
2. Avere la percezione che l’ansia possa esplodere in qualsiasi momento.
3. Paura, ansia e pensieri che attraversano la testa che non sembrano rallentare o fermarsi.
4. Sensazione di perdere il controllo e fare qualcosa di pericoloso o di imbarazzante.
5. Il verificarsi di capogiri o di vertigini e la sensazione di debolezza.
6. Sensazione scollegata dalla realtà e dallo spazio, quasi come di essere in un sogno.
7. Sentirsi intrappolati in situazioni che non si può fuggire, ad esempio nei ristoranti, negli eventi sociali o in fila al supermercato.
8. La preoccupazione che il petto e la gola siano così stretti tanto da temere di smettere di respirare.
9. Sensazione di depressione.
10. Andare in ospedale o dal medico per paura di malattie cardiache, o altre emergenze, in modo da non trovare nulla di fisicamente preoccupante.
11. Sensazione di terrore se si pensa di non aver aiuto da nessuno o pensare di morire.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme