Attacchi di panico: come affrontare gli attacchi di panico

Attacchi di panico: come affrontare gli attacchi di panico

Gli attacchi di panico sono diventati un problema molto comune nella società, soprattutto nelle donne, a causa dello stress che viviamo quotidianamente.
In un primo momento i sintomi caratteristici dell’attacco di panico sono: sudorazione fredda di mani e viso, battito cardiaco accelerato, mancanza di respiro, vertigini, dolore toracico. Successivamente si possono verificare tremori, nausea, sensazione di irrealtà, paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire. Di solito, gli attacchi di panico durano pochi secondi o massimo dieci minuti e, solo in via eccezionale, ore, e possono apparire una volta nella vita o diventare ricorrenti. Se questo accade, è indispensabile consultare uno specialista.
La chiave è quella di rilevare il problema nel tempo.
Gli attacchi di panico sono momenti di angoscia che possono venire ad una persona all’improvviso, possono essere generati da un episodio di grave stress, oltre ad avere una componente ereditaria. Chiunque può presentare un attacco di panico isolato una volta nella vita.
Secondo gli specialisti, è necessario prestare particolare attenzione quando vi sono in un mese almeno quattro attacchi di panico, in quanto si come può essere di fronte a un disturbo di panico, una condizione che richiede un altro tipo di trattamento. Le persone colpite possono subire la cosiddetta ansia anticipatoria, infatti se una persona ha un attacco di panico in metropolitana, inizia a modificare le proprie abitudini e usa qualsiasi scusa per evitare questo mezzo di trasporto per paura che accada di nuovo.
In generale, le persone che soffrono di disturbo di panico possono vivere situazioni di stress ed eventi traumatici tanto da essere associati a malattie come la depressione, l’abuso di sostanze o di alcool, in cui i pazienti possono abituarsi ad assumere farmaci come ansiolitici, o hanno agorafobia o fobia sociale.
E ‘anche importante consultare uno specialista per escludere altre condizioni che possono presentare sintomi simili: malattia cardiaca, angina instabile, problemi coronarici, asma, embolia polmonare o ictus.

I farmaci e la psicoterapia
Ci sono terapie farmacologiche e non farmacologiche. Nel primo caso ci sono tecniche di rilassamento, in cui i pazienti con convulsioni psicologiche di controllo comportamentale riducendo l’ansia. I farmaci, gli antidepressivi, regolano la serotonina nel cervello, riducono i sintomi e la frequenza delle crisi.
Secondo lo specialista, il trattamento per il disturbo di panico dovrebbe durare almeno un anno, perché, se interrotto prima, possono esserci molte recidive. Le crisi possono anche essere controllate con gli ansiolitici, ma dovrebbero essere utilizzati per un periodo di tempo limitato. L’idea è quella di utilizzarli come altri medicinali e poi rimuoverli.
La prevalenza del disturbo di panico è compreso tra 0,1% e il 3% della popolazione mondiale. Mentre non ci sono studi che indicano che alcuni tipi di alimenti o abitudini di sonno aiutano nella prevenzione, è noto che l’attuale stile di vita può favorire l’aumento del disturbo.

Controllare la paura
Il trattamento è importante perché l’evoluzione della malattia può avvenire in due modi: il primo è rappresentato dal periodo di crisi della persona la persona e l’altro costituito dalle modifiche apportate alla crisi stessa. Può succedere, inoltre, che le crisi siano più frequenti e intense nel corso della giornata e può portare all’isolamento, a smettere di lavorare, a non uscire da casa.
E’ anche importante sapere come comportarsi con una persona che soffre di un attacco di panico. La prima cosa da fare è controllare che ci sia abbastanza ossigeno, perché, quando si è nel bel mezzo della crisi, si comincia ad avere iperventilazione.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme