Ansia: cos’è l’ansia

Che cos’è l’ansia

Ci sono diverse teorie che mirano a spiegare l’origine dell’ansia: la psichiatria spiega che, a causa di cambiamenti chimici nel cervello, vengono provocati sentimenti di paura e di panico, consigliando il farmaco giusto per trattare questo problema.

Molte persone, però, non sono ancora convinte che l’ansia sia un problema medico.

La teoria psicoanalitica ritiene che l’ansia ha la sua origine in esperienze infantili represse e irrisolte.

Il disturbo di ansia è molto comune e colpisce circa il 4% della popolazione, in particolare i giovani adulti.
La prospettiva di un approccio cognitivo ci dice che l’ansia è la fonte dei nostri pensieri: interpretiamo gli eventi e le situazioni, dando loro significati che ci fanno sentire nervosi e preoccupati.

Quando sperimentiamo l’ansia, è difficile indicare quali sono le cause: si tratta di una risposta ad un pericolo vago, lontano o addirittura irriconoscibile.

L’ansia colpisce tutto il corpo: si tratta di una reazione fisiologica, comportamentale, emotiva e psicologica. A livello fisiologico, i sintomi possono essere: battito cardiaco accelerato, tensione muscolare, sudorazione delle mani e dei piedi, respirazione rapida, secchezza della bocca e mal di testa; ad un livello comportamentale l’ansia può compromettere, e influenzare, il nostro comportamento, come ad esempio l’espressione; psicologicamente, è uno stato personale di apprensione, paura o preoccupazione che, in casi estremi, può portare a pensieri come “paura di morire” o “paura di impazzire.”
Quando l’ansia e lo stress sono dannosi
Ci sono molte situazioni quotidiane in cui l’ansia può essere adatta. Se, però, non si dovesse avvertire l’ansia, in risposta alle sfide che coinvolgono una potenziale perdita o pericolo (ad esempio attraversare una strada trafficata), ci può essere un altro disturbo, come la depressione.
Il problema sorge quando l’ansia è eccessiva (per intensità, frequenza e durata nel tempo) e, infine, blocca il ragionamento e le prestazioni in alcune situazioni, interrompendo le attività quotidiane. In questo caso, una performance delle attività quotidiane ( “qualcosa di orribile accadrà”, “non riesco a concentrarmi”) può causare disturbi, compromettendo il sonno e le relazioni personali.

Un atto relativamente innocuo, come entrare in un ascensore o essere vicino ad un balcone su un piano alto, può essere vissuto con grande intensità e sofferenza per coloro che soffrono di un disturbo d’ansia perché la situazione viene valutata con un’alta probabilità di un evento negativo o addirittura catastrofico.
La paura in una persona stressata può essere una reazione di adattamento del corpo, quando ci si prepara ad un pericolo reale (ad esempio, se vediamo un orso che cammina verso di noi, il cuore comincia a battere più velocemente, pompando più sangue), e, quindi, si vuole proteggere noi stessi dai pericoli reali.

Nell’ansia patologica c’è una sovrastima del pericolo in situazioni relativamente innocue: un semplice incontro sociale sarà interpretato dal fobico sociale come una situazione umiliante, imbarazzante e vissuta con molta ansia e apprensione.
Quando il nostro corpo è sottoposto a minacce o pericoli, gli agenti stressanti possono innescare un’attivazione del sistema nervoso simpatico e ipotalamo-ipofisi-surrene, che è un circuito che collega il corpo al cervello. Come risultato di questo processo, vi è il rilascio di alcuni ormoni che provocano sensazioni fisiche tipiche di ansia (tachicardia, formicolio, sudorazione, vertigini, ecc).

Gli agenti psicologici, fattori di stress (ad esempio parlare in pubblico, la disoccupazione, le difficoltà in una relazione ), si riferiscono a livelli elevati di glucocorticoidi, adrenalina e noradrenalina, e, quindi, sono legati a molti disturbi fisici. Pertanto, l’attivazione prolungata di questi sistemi (o stress cronico) aumenta la probabilità di sviluppare alcune malattie (ulcere gastriche, infarto del miocardio, disturbi mestruali, infezioni virali, artrite, cancro, depressione).
Molti studi riportano anche gli effetti dello stress cronico sul sistema immunitario, cioè, lo stress fa aumentare anche la suscettibilità alle infezioni dovute ai loro effetti sulla corteccia surrenale.
L’ansia può assumere molte forme: paura di parlare in pubblico, in un ascensore o salire su un aereo. Altre volte, l’ansia può essere improvvisa, con un attacco acuto e con dei sintomi fisici come la mancanza di respiro, vampate di calore, dolore toracico, costituendo un attacco di panico.

L’ansia può anche essere avvertita in gradi molto variabili, da un leggero fastidio all’intensa paura di un attacco di panico, ma sempre con la sensazione che qualcosa di brutto possa accadere, anche se non vi è alcun pericolo reale:
– Rischi cronici: preoccuparsi costantemente per la salute, la famiglia, il lavoro, la carriera,etc. C’è una vaga idea che qualcosa di brutto stia per accadere, ma non si sa cosa.
Paure e fobie: la paura di interazione sociale, paura degli estranei, paura dei luoghi alti, degli ascensori, del sangue, dei ragni, dei cani, dei tuoni o addirittura essere chiusi in ambienti limitati.
– Ansia da prestazione: Quando vi è una preoccupazione eccessiva per quanto riguarda l’esecuzione di un compito: svolgere un’attività davanti ad altre persone o competere in un evento sportivo.
– Ansia sociale: La paura di parlare in pubblico – sentire l’ansia ogni volta che si deve parlare di fronte a un gruppo di persone. Questa situazione può far apparire pensieri del tipo “Appena inizierò a tremare, la gente vedrà come sono nervosa”o “Ho dimenticato quello che dovevo dirti”, “Farò una figura ridicola”.
Attacchi di panico: Sensazione di un attacco improvviso, repentino, che sembra provenire dal nulla, in cui il cuore inizia a battere più velocemente, il corpo trema, si ha la sensazione di non respirare e di soffocare. Questa situazione può far apparire pensieri come “Sto avendo un attacco di cuore”,”Non riesco a respirare, morirò soffocato”, “E se perdo il controllo?”, “Penso che ne uscirò pazzo”. Appena questi sintomi scompaiono, ci si sente spaventati e umiliati.
– Post traumatico da stress: Si è invasi da ricordi o da immagini mentali di un evento terribile che è accaduto da mesi o anni.
– Agorafobia: non allontanarsi da casa perché si crede che qualcosa di brutto possa accadere e che nessuno potrà aiutarci: paura degli spazi aperti, ponti, gallerie, andare in negozi, prendere i trasporti pubblici, cioè, c’è la paura dei luoghi o delle situazioni dalle quali è difficile scappare.
– Ossessioni e compulsioni: Si è invasi da pensieri ossessivi e dagli impulsi (che non rituali che presumibilmente controllano le paure. Ad esempio, si ha paura dei germi e ci si lava le mani in continuazione (comportamento compulsivo) oppure l’impulso di controllare se le porte sono chiuse ermeticamente.
– Le preoccupazioni per l’aspetto fisico (Disturbo di Dismorfismo Corporeo): sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato o di anormale nel proprio aspetto fisico, per esempio, si può essere preoccupati sul proprio naso, perché si pensa che sia grande o deformato o che il corpo non è mai sufficientemente muscoloso, nonostante anni di palestra . Questa preoccupazione provoca sofferenza e l’individuo può temere le attività sociali o evitarle, per paura di essere esporre o il proprio corpo. Spesso, vi è un’inibizione sociale e molto tempo e denaro vengono spesi per creme, cercando di correggere un ipotetico corpo.
Nella vigoressia, o sindrome di Adonis, vi è una preoccupazione per i muscoli e per il corpo. C’è una distorsione dell’immagine corporea, perché ci si vede con un corpo ed una muscolatura debole, pur essendo muscolosi.

Questa ossessione per il corpo può portare a diete molto ricche di proteine, a trascorrere lunghe ore in palestra, all’uso di steroidi e di altre sostanze vietate.

Questo disturbo provoca sofferenza, generando ansia, depressione, fobie e comportamenti compulsivi (ad esempio, ci si guarda spesso allo specchio).

Esiste una relazione tra questo disturbo e l’introversione, le difficoltà interpersonali, la timidezza e la fobia sociale. Allo stesso tempo, ci può essere una grande necessità di approvazione sociale, di sentirsi insoddisfatti e complessati per il proprio corpo. Così come c’è una distorsione dell’immagine corporea con l’anoressia, in cui l’individuo non si vede abbastanza magro (anche se in realtà è troppo magro), nella vigoressia l’unico modo per spezzare questo ciclo è attraverso la terapia cognitivo-comportamentale, modificando gli schemi distorti, migliorare la propria autostima e ridurre i comportamenti ossessivo-compulsivi.
Ci sono così tanti diversi sintomi associati con l’ansia. Infatti,è parte di una serie di disturbi correlati, quali attacchi di panico, disturbo d’ansia generalizzato, le fobie, il disturbo ossessivo-compulsivo e lo stress post-traumatico. Ciascuno di questi problemi ha un insieme specifico di sintomi, ma ci sono anche sintomi comuni tra di loro, tra cui una paura intensa che qualcosa di negativo possa accadere.
Sintomi dell’ansia
Alcuni dei sintomi più comuni dell’ansia sono: battito cardiaco accelerato, oppressione toracica, disturbi respiratori, mal di testa, mal di schiena, tensione muscolare, stanchezza, rilassamento della disabilità, tremori frequenti, sudorazione, vampate di calore, pallore, diarrea e dolore addominale.
I sintomi psicologici, invece, sono costituiti da: sentimenti di paura che qualcosa di brutto stia per accadere a sé stessi e /o alla propria famiglia e agli amici, la paura di perdere il controllo, avere una preoccupazione costante, paura di avere una malattia sconosciuta, non stampa riconoscere se stessi, la stampa si sentono strano in un ambiente familiare, etc. Non avendo molte ipotesi per rilassarsi, questo può portare ad avere disturbi del sonno.

Uno dei disturbi d’ansia più comuni sono ansia generalizzata, essendo un sintomo di base dei vari disturbi d’ansia.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme